UN PO’ DI STORIA

La prima apparizione di questo sport in Italia avvenne nel 1988 e la prima regata con questa imbarcazione orientale fu disputata a Roma sul lago artificiale dell’Eur, dove ha sede la Federazione Italiana Dragon Boat. Le prime squadre di Dragon Boat “rosa” di donne sopravvissute al cancro al seno, si sono formate dalla seconda metà degli anni ’90: le prime in Canada, poi in Australia, negli Stati Uniti, Nuova Zelanda, Singapore, Sudafrica, Cina, Malaysia, Polonia, Inghilterra. 

Nel 2004, a Roma, è nata la prima squadra italiana: “Pink Butterfly”; a Torino un gruppo spontaneo di donne operate al seno, si è dedicata al dragon boating; il CUS Torino prima, la Società Canottieri Esperia poi, infine gli Amici del Fiume, hanno aderito a questo progetto e messo a disposizione un dragone  e due allenatori per le donne in rosa di Torino.

La squadra delle Dragonette torinesi oggi è una realtà che ha partecipato alla Vogalonga di Venezia, ai campionati italiani di Dragon Boat di Roma e Firenze, al trofeo Sandro Pertini di Savona e ai mondiali che si sono disputati presso l’Idroscalo di Milano il 2 settembre 2012.  dal 1996 nel mondo si sono formati oltre 250 equipaggi composti da donne operate di tumore al seno.
        
Ogni gara è un´occasione per dimostrare che si può continuare a vivere in maniera piena e attiva, anche dopo il cancro al seno.
Al termine di ogni regata ha luogo la suggestiva cerimonia dei fiori nell’acqua: una tradizione  per ricordare chi purtroppo non c'è più.

Tutti i dragoni in acqua si avvicinano in un simbolico abbraccio, le atlete si tengono per mano e fanno muovere il dragone con la sola spinta del proprio corpo: segue un minuto di silenzio assoluto, il lancio dei fiori nel Po, una forte commozione prende tutti i presenti: un lungo e sentito applauso chiude la manifestazione e tutti insieme si festeggia.